Provocazioni o rivoluzioni?

La notizia non sarà sfuggita a chi si occupa di psicologia, di educazione o a chi per qualche motivo ha a che fare con la dislessia: il polverone sollevato dalle dichiarazioni fatte in TV da un noto pedagogista che sta promuovendo il suo nuovo libro.

Particolarmente interessante è una corrispondenza pubblicata oggi da una mamma, ben informata e giornalista: Francesca Magni. La prima a ipotizzare che quelle dichiarazioni fossero solo una provocazione

L’intero scambio merita di essere condiviso perchè propone una visione a 360°: neuroscienze, scuola, famiglie, professioni possibili e doppia eccezionalità… fa un paragone con il mancinismo come paradigma di atteggiamenti che possono cambiare… qui riportiamo alcuni passaggi chiave.

La battaglia contro le certificazioni ha senso, sono io la prima a pensarlo, ma richiede lente tappe di avvicinamento. Si combatte capillarmente, parlando con gli insegnanti in modo ragionevole. Aiutandoli a vedere, sapere, capire.

Anche lei ha scritto un libro

Spero che troverà il tempo e la voglia di leggerlo, per amore di tutti quei bambini e ragazzi che oggi hanno solo la certificazione, una detestabile etichetta, come mezzo per accendere una luce sul proprio specifico modo di essere.

Il finale è particolarmente lucido e strategico.

Dobbiamo trasferire alla scuola, e a tutti gli italiani in genere, le conoscenze sul cervello umano: per capire che esistono infinite neurovarietà e che NON sono malattia mentale.

Oggi queste caratteristiche le certificano i neuropsichiatri: è un passaggio, doloroso, detestabile, ma al momento necessario.
Un giorno lo sapremo e basta: tu sei/non sei mancino, io sono stonato/intonato, tu hai/non hai senso dell’orientamento, io so/non so disegnare, tu sei/non sei coordinato, io ho/non ho memoria per i numeri, tu sai/non sai ballare, io ricordo/non ricordo le parole strane, tu stai attento solo se ti muovi, io solo se sto fermo, tu impari guardando, io ripetendo… Ognuno raggiungerà il proprio voto massimo con il proprio stile e le proprie capacità specifiche. Se sei un pesce, ti farò nuotare, se sei uno scoiattolo ti farò arrampicare.

L’obiettivo è che non servano più certificazioni. Ma dobbiamo arrivarci senza fare morti e feriti, più di quanti già non ce ne siano. Inseguendo evidenze scientifiche, non atti di fede. Con alleanze, non crociate.

Ci proviamo? Io ci sono.

L’intera corrispondenza tra il pedagogista e la mamma-giornalista è disponibile al seguente link: http://www.lettofranoi.it/2017/10/lettera-aperta-a-daniele-novara-sulla-dislessia-e-non-solo/

Per le definizioni relative ad alcuni dei disturbi citati – Dislessia, DSA (Disturbi Specifici dell’apprendimento) e  ADHD (o DDAI: Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) – si rimanda a un post precedente.

MALATTIA MENTALE O DISTURBO MENTALE? (DSM-5)

Le etichette diagnostiche e nosografiche evolvono insieme alla lingua all’interno della cultura di riferimento.
Il termine “malattia mentale” è stato sostituito quasi ovunque con “disturbo mentale” che rappresenta la traduzione dall’inglese di mental disorder.
In particolare il DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, versione quinta, pubblicato dalla APA-American Psychiatric Association) definisce quanto segue.
Un disturbo mentale è una sindrome caratterizzata da sintomi di
rilevanza clinica nel sistema cognitivo, nella regolazione emozionale, o nel comportamento di un soggetto che riflettano una disfunzione nei processi psicologici, biologici ed evolutivi sottostanti il funzionamento mentale.
I disturbi mentali sono di solito associati a un significativo stato di sofferenza soggettiva o di disabilitànelle attività sociali, occupazionali e altre importanti.

Malattia Mentale o Disturbo Mentale? (Wikipedia)

In psicologia e psichiatria un disturbo, o disordine, psichico o mentale (in inglese: mental disorder) è una condizione patologica che colpisce la sfera comportamentale, relazionale, cognitiva o affettiva di una persona in modo disadattativo, vale a dire sufficientemente forte da rendere problematica la sua integrazione socio-lavorativa e/o causargli una sofferenza personale soggettiva.

Quando il disordine diventa particolarmente importante, disadattativo, durevole o invalidante si parla spesso di malattia mentale. Le malattie mentali sono dunque alterazioni psicologiche e/o comportamentali relative alla personalità dell’individuo che causano pericolo o disabilità e non fanno parte del normale sviluppo psichico della persona.

Lo studio e la cura delle malattie mentali rientra nel campo di studi della psichiatria, della psicopatologia e di certe branche della psicologia (es. psicologia clinica) e più in generale della salute mentale.

[https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_mentale]