Smartphone-Polaroid andata e ritorno

“Ho installato il nuovo sistema operativo sull’iPhone e la App per fare le Polaroid…!”

Ecco, uno si compra uno smartphone da varie centinaia di Euro, si informa su tutte le novità del settore, installa il nuovo sistema operativo dopo poche ore dal lancio….e contemporaneamente si sente tutto soddisfatto perché ha la possibilità di riprodurre una tecnologia tipica di qualche decennio precedente.

Al di là della questione Polaroid che merita un post ad hoc (onore al merito per chi riesce a tener vivo un marchio dando nuova vita a qualcosa di desueto), soffermiamoci sulla questione Smartphone.

In primis emerge in modo commovente la dinamica dell’Amarcord, ben nota a chi produce (e anche per questo rinviamo a un ulteriore post per una rassegna ad hoc).

Riflettendo un pochino più a fondo (ma nemmeno tanto), ci troviamo di fronte all’ennesima manifestazione di un fenomeno ormai naturale parlando di smartphone: il fatto che un unico oggetto contenga e rappresenti in sé una molteplicità di strumenti. In questo senso ci basta mettere in tasca il telefono per esser pronti a uscire ed essere sicuri di avere a portata di mano tutto ciò che potrebbe servirci (e in questa direzione possiamo citare il nuovo sistema di pagamento Apple Pay). Per contro quando ci accorgiamo di averlo dimenticato ci sentiamo persi. Fin qui niente di nuovo salvo provare a cercare qualche NUOVO spunto nella letteratura CLASSICA di matrice psicologica.

Ecco, qui ricordiamo il concetto di MEDIAZIONE come primo principio della TEORIA dell’ATTIVITÀ’ STORICO-CULTURALE (approccio fondato da Vygotskij): qualsiasi azione l’uomo compia è sempre inevitabilmente mediata da strumenti. Dato che l’uomo non ha accesso diretto alla realtà, utilizza strumenti che mediano la sua interazione con il mondo e lo aiutano a dare senso e significata quello che fa (Ligorio & Cacciamani, Psicologia dell’educazione, Carocci Editore 2013).

Ecco, le parole qui citate si riferiscono a una teoria elaborata molto prima dell’esistenza dei telefonini (!) eppure sembrano scritte ad hoc per gettare una nuova luce sull’argomento….

In più. se i singoli STRUMENTI o ARTEFATTI godono di un ruolo di primaria importanza, cosa succede quando un unico strumento diventa così multifunzionale e potente come accade con uno smartphone? Quando uno degli strumenti disponibili diventa LO STRUMENTO? A livello emotivo ci sembra chiaro, pensando ognuno al proprio vissuto. Ma ad altri livelli quali quello cognitivo?

 

APPROCCIO STORICO-CULTURALE

L’approccio Storico-Culturale si fonda sull’idea che per poter capire le funzioni psichiche attivate dalle persone è necessario conoscetela natura delle loro attività: in altre parole le ATTIVITA’ svolte dagli uomini sono il corrispettivo esterno della loro PSICHE. La relazione tra attività e funzioni psichiche non è di semplice rispecchiamento l’una dell’atra, bensì di continua, costante e reciproca influenza. Diventa pertanto cruciale capire la nozione di CONTESTO e la sua natura STORICO-CULTURALE. E’ Cole a dare sistematicità a questo approccio collegandosi in modo esplicito e puntuale a una serie di monografie di Leont’ev (1932), Lurija (1928) e Vygotskij (1929, 1983). Uno dei punti centrali di questi lavori riguarda la mancata sovrapposizione tra processi di sviluppo storico del comportamento umani e i processi di sviluppo biologico.
[Ligorio & Cacciamani, Psicologia dell’educazione, Carocci Editore, 2013]