Maturandi e maturità

Aprendo il plico delle tracce, stamattina i quasi 500mila maturandi italiani avranno sgranato gli occhi: Giorgio Caproni con i suoi Versicoli quasi ecologici per l’analisi del testo, il tema principe dell’esame di Stato, non se l’aspettava quasi nessuno. “Ma pur non essendo tra i più gettonati della vigilia, il suo nome ci sta tutto: parliamo di uno grandi poeti del Novecento italiano. Anzi, ben venga l’inserimento nella maturità, se serve per canonizzare questo autore”…

queste le parole di Nicola Lagioia, scrittore e  direttore del Salone del libro di Torino, in un’intervista pubblicata sulle pagine web de il Fatto Quotidiano.

Ma da fuori è sempre tutto più semplice, in particolare…

… la scelta inattesa del Ministero potrebbe rivelarsi un boomerang per gli studenti: “È uno di quei classici autori che vengono inseriti nei programmi ministeriali ma molto spesso non vengono fatti per mancanza di tempo. Non so quanti ragazzi saranno effettivamente preparati per svolgere questa traccia. Magari è anche un invito per i professori ad andare un po’ più veloci durante l’anno per fare un po’ di letteratura contemporanea, che la nostra scuola trascura troppo spesso”.

E infatti gli studenti non hanno tardato a criticare in maniera significativa proprio questa traccia (più delle altre) come possiamo leggere sul portale Studenti.it

Ma qual è il senso dell’esame di maturità? e cosa significa la parola maturità?

Proviamo a mettere un po’ di carne al fuoco…

Maturità e sviluppo

In psicologia sono tanti gli autori che hanno approfondito lo studio dei percorsi evolutivi tipici e atipici, evidenziando l’esistenza di varie fasi nei diversi ambiti che sono sintetizzati nel quadro sinottico sopra proposto. Per eventuali approfondimenti si rimanda alle pubblicazioni dei singoli autori o, eventualmente, ad altre pagine web:

Definizioni

Sul vocabolario TRECCANI possiamo leggere quanto segue:

maturità s. f. [dal lat. maturĭtasatis, der. di maturus «maturo»]. – In generale, condizione di ciò che è maturo. In partic.: 1. In botanica, la condizione delle spore, dei semi, e di altri organi vegetali, giunti al pieno sviluppo e quindi capaci di germinare. Nell’uso com., spec. riferito a frutti o semi eduli o comunque utili all’uomo: quando il grano, il riso, l’uva giunge a m., a piena maturità. 2. Per estens., in biologia: a. M. sessuale, condizione di completo sviluppo dell’apparato riproduttivo degli animali o dell’uomo; anche, l’intero periodo in cui questa condizione si verifica. b. M. fetale, stadio di sviluppo anatomo-funzionale che il feto raggiunge al termine di una gravidanza fisiologica. 3. Con riferimento all’uomo: a. Nel linguaggio com., l’età intermedia tra la giovinezza e la vecchiezza: essere nella piena m.; si è ritirato a vita privata prima di giungere alla maturità. b. In senso morale e intellettuale, piena e chiara conoscenza dei varî temi e problemi della vita e del sapere, spesso accompagnata da un’adeguata esperienza: un giovane che mostra notevole m. di giudizio; m. spirituale; ha pubblicato uno studio che attesta la sua piena m. scientifica. Nell’ordinamento scolastico italiano: esame di m., esame che un tempo si sosteneva dopo la quarta elementare, e attualmente al termine di un corso di studî secondarî superiori: esame di m. classica, scientifica, linguistica, tecnica, magistrale, artistica, professionale, secondo il tipo di scuola frequentato; nel linguaggio com., anche assol.: dare la m.; conseguire la m.; presentarsi alla maturità. c. Per estens., con riferimento a popoli o nazioni, l’avere raggiunto un avanzato stadio di sviluppo in relazione alla legislazione e al comportamento sociale (m. sociale), al grado di civilizzazione (m. civile), e alla effettiva capacità di autogovernarsi (m. politica). Con altro sign., in economia, m. economica (o ristagno economico), situazione di un paese altamente industrializzato in cui venga meno la convenienza di ulteriori investimenti produttivi e la disoccupazione sia quindi destinata ad aumentare. 

Il galagone come misura della maturità

“…Il galagone è la misura della maturità. Non vi sto prendendo in giro, dico sul serio. Con il proprio studio, con la tenacia, la perseveranza, con le ore dedicate ai libri, si ottengono ottimi risultati ma non si diventa maturi. Si è maturi quando, credo, nel mucchio sparpagliato di parole che già conosciamo, una si mette a brillare di luce propria e ci spinge a ricercare, appassionarci, arrivare a una conoscenza che non è più scolastica ma umana, commovente, esaltante. E difficile, ah, quanto difficile. La forza della maturità sta nella voglia di spingerci a sapere ciò che lo studio non ci ha ancora permesso di conoscere. Spingerci a saltare quel centimetro in più oltre l’asticella, là dove il semplice allenamento ci ha permesso di avvicinarci ma dove solo il nostro desiderio ci permette di arrivare. La forza del galagone è tutta qui: una scimmietta arruffata rappresenta tutto un esame.

E quella studentessa o quello studente che hanno scritto quattro pagine intere di pensieri personali sul galagone, vorrei conoscerli di persona, sapere cosa sanno, vedere il galagone coi loro occhi. Per me, sono già da lode.”

[Matteo Corradini – scrittore – sul quotidiano Libertà del 22/6/2017]