Il maestro che insegna la curiosità ai bambini

E’ questo il titolo di una bella notizia pubblicata qualche giorno fa (era il 14 settembre) su La Stampa

Un articolo che probabilmente è passato per molti inosservato, messo in ombra dalla questione MensaSi/MensaNo – PaninoSi/PaninoNo (ItaliaSì/ItaliaNo cantava Elio tanti anni fa…).

Personalmente avrei invertito gli spazi perchè è una bella esperienza di stampo socio-costruttivista:

  1. perchè la costruzione di conoscenza viene intesa così non solo un processo attraverso cui si realizza l’apprendimento, ma anche come l’obiettivo stesso della conoscenza;
  2. perchè il conflitto cognitivo e socio-cognitivo assume un rulo fondamentale nel momento in cui l’interazione fra pari permette un confronto e uno scambio efficace ed efficnte (in termini di apprendimento).

Ecco l’intro dell’articolo di Elisa Schiffo:

Oggi studiamo i Greci. Scegliete i libri e mettetevi in cerchio». E così succede che Davide legge di come si vestivano, Martina interviene perché si accorge che sul suo testo è raccontato in modo diverso e Leonardo tira fuori il mini compendio di Gianni Rodari che spiega la storia in 150 pagine. Nella classe di Giampiero Monaca, 44 anni di cui 10 da maestro alla Rio Crosio di Asti, la stessa materia si studia su libri diversi…

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IL SOCIO-COSTRUTTIVISMO

Dopo Piaget l’approccio costruttivista assume una connotazione “sociale”. Tale sviluppo si caratterizza, infatti, per la ripresa dell’importanza dell’interazione sociale che lo stesso Piaget aveva in un primo tempo considerato nei suoi studi, ma di cui si erano perse le tracce nelle successive elaborazioni della sua teoria. Artefici di tale ripresa sono in primo luogo i ricercatori della Scuola di Ginevra, che focalizzeranno il loro lavoro sul concetto di conflitto sociocognitivo: esso costituisce un elemento cardine per spiegare come l’interazione tra pari possa favorire lo sviluppo di modalità di funzionamento cognitivo più complesso rispetto a compiti affrontati individualmente. Gli studi successivi sul tema dell’apprendimento collaborativo finiranno per saldare l’approccio costruttivista con quello socioculturale e metteranno in evidenza, da un lato, la centralità dell’interazione discorsiva in classe, dall’altro, la possibilità di ripensare la classe come una comunità che costruisce conoscenza.

 

[Ligorio, M. B. & Cacciamani, S. (2013). Psicologia dell’educazione. Carocci Editore]