Il diritto di contare

Ecco un film che merita davvero di essere visto. E proprio da tutti.

IL DIRITTO DI CONTARE, un film del 2016 diretto da Theodore Melfi.

Nella trama troviamo la STORIA, non troppo lontana, della CORSA ALLO SPAZIO di Russia e Stati Uniti. Ma in quegli anni c’era ancora la SEGREGAZIONE RAZZIALE…. e allora il tema del TALENTO si unisce a quello dei DIRITTI CIVILI, perchè i personaggi principali, oltre ad essere nati con una eccezionale predisposizione per le materie scientifiche (matematica, ingegneria, meccanica/programmazione) sono DONNE e sono NERE: Mary, Katherine e Dorothy (da sinistra nella locandina).

Era il 1961,  e le 3 protagoniste rappresentano 3 storie vere. Incredibili ma vere.

Riuscito anche il personaggio di Kevin Costner, che dall’alto del suo ufficio, invita tutti noi a guardare oltre ai numeri….per arrivare dove nessuno è mai arrivato….

Ma ci invita anche ad andare oltre le abitudini e le consuetudini.
In altre parole, oltre i preconcetti e i pregiudizi.

Forse lui è partito da una motivazione esterna (estrinseca): la volontà di raggiungere un obiettivo personale (prima degli altri), quello che è uno dei catalizzatori più forti per innescare i cambiamenti! Ma l’esperienza è un percorso che ci cambia, e anche le motivazioni possono cambiare durante il viaggio e poco per volta diventare interne (intrinseche)

Del resto, l’esempio della segregazione è proprio quello che ritroviamo nei manuali di Psicologia Sociale: per tanti anni politici e legislatori hanno ripetuto che non si potevano cambiare le leggi perchè la gente non era pronta per mettere in atto un cambiamento (pensavano che cambiare gli atteggiamenti fosse necessario e propedeutico per cambiare i comportamenti), in realtà ha funzionato il processo contrario: a partire da un cambiamento legislativo, le persone hanno dovuto iniziare a modificare i propri comportamenti e, poco per volta, grazie all’esperienza anche gli atteggiamenti hanno iniziato a cambiare.

Naturalmente non è semplice è non è scontato… e non lo è per tutti allo stesso modo, lo vediamo anche nel film: mentre il grande capo (interpretato da Kevin Costner) arriva a impegnarsi attivamente per togliere le etichette “colored” (che di fatto impedivano il raggiungimento del suo sobiettivo perchè limitavano il lavoro di Mary), la Signora Mitchell (una specie di Direttore del personale, interpretata da Kirsten Dunst) finisce col chiacchierare con Dorothy di fronte allo stesso specchio nell’antibagno (accettando serenamente la salvietta che lei le porge) ma le parole che incorniciano la scena ci fanno capire che la strada è ancora lunga. Lunghissima per l’ingegnere capo Paul (Jim Parsons) che sembra barricato nella difesa dello status quo, ma non è chiaro se lo faccia perchè si crede realmente superiore o perchè teme di fare brutta figura….

In ogni caso, mi sembra che la MOTIVAZIONE sia la vera protagonista di questa storia, insieme alla PASSIONE.

Il film ci racconta tante piccole e grandi rivoluzioni copernicane messe in moto e alimentate proprio da motivazione e passione: girare intorno alla terra e andare sulla luna… fare dei calcoli che non sono ancora stati inventati….ottenere il diritto di poter studiare ingegneria… far funzionare il primo grande calcolatore…. non da soli, mai da soli.

I nostri eroi infatti riescono ad arrivare lontano soltanto con l’aiuto degli altri: un suggerimento o una provocazione (è quella che riceva Mary dall’ebreo polacco), un’intuizione (quella che riceve Katherine dal suo capo di fronte alla lavagna), una parola di supporto (ancora Mary, dal marito).
Ma anche tante piccole prese di posizione che, pur cercando il compromesso, innescano il cambiamento… SI MA, “solo corsi serali”….. SI MA, “quella più vicino alla tua scrivania”.

Il film è stato classificato con il bollino “BAMBINI ACCOMPAGNATI”. Certo non è un film prettamente per bambini ma il linguaggio è curato (salvo un’unica parola) e le scene non vanno mai oltre…. quindi sì, possiamo dire che merita di essere visto anche da bambini e ragazzi nelle scuole, naturalmente con la mediazione di un adulto che possa contestualizzare tutto a anche a livello storico.

Dunque, buona visione!

Ps. naturalmente un film è un film… per chi volesse sapere cosa è proprio vero, e cosa no, ecco un bell’articolo sul Post

Di STEREOTIPI E PREGIUDIZIO avevamo già parlato in un altro post (con appositi box di approfondimento).

IL TRAILER DEL FILM

LA MOTIVAZIONE - Una definizione

“La motivazione è un insieme strutturato di esperienze soggettive che spiega l’inizio, la direzione, l’intensità e la persistenza di un comportamento diretto a uno scopo” [De Beni e Moè, 2000. Motivazione e apprendimento. Bologna, Il Mulino]

MOTIVAZIONE INTRINSECA O ESTRINSECA

“La motivazione è un insieme strutturato di esperienze soggettive che spiega l’inizio, la direzione, l’intensità e la persistenza di un comportamento diretto a uno scopo” [De Beni e Moè, 2000]

ATTEGGIAMENTI E COMPORTAMENTI

Elliot Aronson ha scritto

Nel 1954, la Corte Suprema americana dichiarà che le scuole in cui si applicava la segregazione razziale erano, per definizione, inique. […]  Senze che ce ne rendessimo conto, questa decisione diede avvio, negli Stati UNiti, a uno dei più interessanti esperimenti sociali su larga scala che siano mai stati condotti.