Daniel Tiger nel Quartiere della Fantasia

Danier Tiger è un tigrotto di 4 anni che vive nel Quartiere della Fantasia, dove vivono anche i suoi amici: Caterina la gatta e Gu il gufo, il Principe Mercoledì ed Elaina. Ognuno con i suoi punti di forza e di debolezza, le sue passioni e la sua particolare famiglia…animali e umani…

Daniel e famiglia       Elaina e famiglia

Daniel viaggia con la sua mamma e il suo papà usando un tram rosso che si muove grazie alle loro canzoni. Così si passa dalla casa, alla scuola materna, alla fabbrica di pastelli, all’ufficio postale…

Daniel in tram   Chrissie1

Ogni puntata/episodio affronta un tema specifico attraverso due storie, solitamente una è ambientato in casa (ambiente familiare) e l’altra fuori casa (in un ambiente più “sociale”). Il filo conduttore non è rappresentato solo dal tema ma anche da un ritornello ad hoc che uno degli adulti di riferimento (genitori, maestra, genitori degli amici…) insegna a Tiger all’inizio dell’episodio come un vero e proprio strumento (o strategia) da utilizzare: Daniel ascolta, impara come usarlo e poi condividerà questa scoperta con i suoi amici nel momento del bisogno, insegnando loro come affrontare una difficoltà.

Qualche esempio di questi ritornelli può chiarire l’approccio e le tematiche affrontate (tra parentesi):

  1. Puoi giocarci un po’ e poi me lo ridai (condivisione di un giocattolo)
  2. Tutti sai, son grandi per fare qualche cosa in più (la frustrazione di sentirsi troppo piccoli)
  3. Mi piaci, mi piaci, mi piaci così come sei (la frustrazione di non sentirsi adeguati e l’invito a essere sé stessi)
  4. Quando sei arrabbiato e ti vuoi calmare, fai un bel respiro, fino a 4 puoi contare…1, 2, 3, 4
  5. Se sei demoralizzato, fai un passo indietro e aiuto avrai
  6. Ritornano mamma e papà (distacco e nostalgia per chi va all’asilo)  episodio 103
  7. Se non assaggi il cibo non sai se è buono (invito ad assaggiare cibi nuovi)
  8. Se ti serve il bagno fai uno stop! e devi andar! Sciacqua, lavati e vai a giocar (per evitare incidenti…)
  9. Prima di andare via devi riordinar
  10. Devi dirlo con le tue parole…
  11. Esser tristi può capitar, ma poi felice tu ritorni lo sai…
  12. Fare le cose è un modo per dir “ti voglio bene”
  13. Empatia è quando…pensa a come si sente qualcun altro…pensa a come si può sentire lui
  14. Se ti fai male un adulto tu può aiutare

In più, il copione di ogni episodio prevede altri momenti tipici.
Il primo riguarda Daniel che si diverte a “giocare a fare finta di…” (ogni volta si tratta di qualcosa di diverso) e invita lo spettatore a giocare  insieme a lui: si avvia così una sequenza di pensieri e immagini di fantasia, come se vedessimo nella sua testa
Il secondo momento rappresenta una sorta di sintesi musicale: una canzone racconta il nocciolo della puntata e il ritornello è quello che ha guidato la storia, così per fissarselo bene in testa!
Infine, Daniel si siede per togliersi le scarpe e saluta virtualmente il suo spettatore facendo “naso naso”, così come lo fa con la sua mamma e il suo papà.

Davvero questo cartone animato prodotto da PBS e visibile su Nick Junior ci ha conquistato per tanti motivi:

  • affronta le piccole e grandi difficoltà in cui si imbattono i bambini di età pre-scolare;
  • da’ consigli utili per la regolazione delle emozioni soprattutto nel caso di emozioni negative (cfr. ritornelli 4 e 5), interessante la scelta di attivarsi da un punto di vista motorio con gesti semplici ma efficaci;
  • affronta gli aspetti relazionali tra pari ed è interessante il fatto che gli amici di Tiger siano tutti molto diversi tra loro;
  • un’attenzione particolare è riservata anche alla disabilità infatti tra i vari personaggi ce n’è uno (la cugina del Principe Mercoledì) che porta tutori alle gambe e usa stampelle per camminare e giocare;
  • stimola un atteggiamento positivo e produttivo perché Daniel usa sempre espressioni particolari come “GRRAANDIOSO” e “TIGRANTASTICO“, questi aggettivi non solo hanno valenza positiva ma sono dei veri e propri neologismi: un’altra tecnica da cui trarre ispirazione;
  • notevole l’episodio in cui Elaina (personaggio che potremmo definire “solare”) dichiara di voler giocare e fare tutto “al contrario” (ad esempio indossando l’abito allacciato sul retro anziché sul davanti): un modo interessante per guardare le cose da un diverso punto di vista. Interessante anche la difficolta di Gu-il gufo che proprio non riesce a cambiare le sue abitudini e ad assumere la nuova prospettiva suggerita dall’amica;
  • racconta l’importanza del contesto e il passaggio dalla famiglia a un contesto sociale più allargato (rappresentato dalla scuola materna e dal quartiere in generale);
  • la vita di quartiere, con le sue varie attività e le sue ricorrenze, è un’occasione per assaggiare un po’ di educazione civica e di sana cooperazione;
  • i personaggi sono tutti molto curati e positivi, a partire da Tiger e dai suoi amici così ben caratterizzati e sfaccettati con le loro bellezze e le loro debolezze, punti di partenza per cambiare, migliorare, imparare, crescere (tutti testimoni di una teoria implicita di tipo incrementale);
  • molto positive sono anche tutte le figure genitoriali e gli adulti di riferimento, in primis la maestra Harriet, poi la dottoressa Anna (episodio 102), il papà di Elaina che gestisce un negozio di strumenti musicali, il nonno di Daniel…
  • un episodio singolare è quello in cui Daniel e i suoi amici sono chiamati a votare per scegliere quale nuovo gioco verrà installato nel parco giochi…ogni bambino si trova a dover apporre la propria preferenza su un foglietto (con il simbolo del gioco) all’interno di un vero e proprio seggio: una precoce esperienza di voto segreto che diventa un modo per veicolare i principi della democrazia. Non a caso è un cartone animato prodotto negli USA e l’episodio rappresenta un chiaro esempio di come possono “funzionare” le sindromi culturali*.

Daniel e la Dottoressa Anna                         Daniel e la maestra Arriet

Come al solito, tutte queste potenzialità possono essere sfruttate al meglio se il bambino non è solo a guardare gli episodi ma viene accompagnato da un adulto che possa aiutarlo a memorizzare e a mettere in pratica, al bisogno, i suggerimenti forniti da Daniel.

D’altra parte emergono suggerimenti utili anche per gli adulti…

Un’idea: canticchiare le canzoncine e registrarle in una personale compilation.

Gli appassionati di Facebook potranno seguire Daniel anche qui.

La REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI

In generale possiamo dire che la REGOLAZIONE EMOTIVA è quel processo che consente agli individui di attingere alle loro risorse psicologiche per rispondere in maniera adottiva e flessibile alle richieste dell’ambiente.

[Emozioni e sviluppo – percorsi tipici e atipici. L. Barone, 2007. Carocci editore]

La cultura occidentale è attraversata dall’idea che le emozioni vadano controllate dalla ragione affinché non interferiscano con il retto comportamento. Lo studio psicologico delle emozioni ha mostrato che esse FAVORISCONO, piuttosto che ostacolare, le decisioni e le azioni umane, ma ha altresì posto l’accento sulla loro intrinseca regolabili, corroborando empiricamente l’assunto di matrice aristotelica secondo cui le emozioni adeguatamente modulate migliorano l’interazione sociale e il benessere individuale.

[La regolazione delle emozioni. A cura di O. Matarazzo e V. L. Zammuner, 2009. Il Mulino]

Teorie INCREMENTALI e teorie ENTITARIE

La differenza tra  una teoria INCREMENTALE o ENTITARIA in sintesi dipende dalla risposta che si da’ a una domanda di questo tipo: bravi si nasce o si diventa?

Pensare che “bravi si nasce” significa assumere una TEORIA ENTITARIA per cui capita di sentir dire di “essere portati” per una cosa e “non portati” per un’altra. In quest’ottica le proprie abilità e quelle degli altri vengono considerate come entità (stabili): o hai quelle capacità, quelle doti, o non li hai.

In alternativa è possibile assumere una TEORIA INCREMENTALE, che porta a considerare le abilità come facoltà in crescita, modificabili per effetto dell’ambiente e dell’apprendimento.

[Moè, A. 2010. La motivazione. Il Mulino, Bologna]

Si tratta di due TEORIE IMPLICITE diverse: due modi diversi di interpretare da un lato le competenze, abilità e caratteristiche nostre (la definizione di noi stessi) e dall’altro quelle altrui.

Da un punto di vista adattivo (ovvero la possibilità di meglio adattarsi all’ambiente che cambia) assumere un approccio INCREMENTALE comporta NOTEVOLI VANTAGGI: genera comportamenti più efficaci; permette di affrontare gli insuccessi in modo costruttivo., contribuisce allo sviluppo dell’autostima in termini solidi.

Al contrario, in caso di insuccessi l’autostima viene fortemente messa in discussione per chi segue una teoria Entitaria (ma allora non sono più bravo?)

Comunicazione sociale

Canadian Paralympic Committee, What’s There