“Boom di ricoveri di adolescenti per disturbi psichiatrici”

…è l’allarme lanciato dal Gaslini ed è il titolo di un articolo pubblicato oggi da Repubblica

Convegno a Genova, aumenta autolesionismo tra giovanissimi

Sono in aumento gli accessi in pronto soccorso per quanto riguarda episodi di aggressività, depressione, autolesionismo tra gli adolescenti. E’ quanto emerge dal convegno ‘Adolescenza terra di mezzo: le regole dei limiti, i limiti delle regole’, organizzato dal dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’istituto Giannina Gaslini e dalla cooperativa sociale ‘Lanza del Vasto’ di Genova.

Al pronto soccorso del Gaslini, dal 2008 al 2015 sono stati 353 i casi di accesso per patologie legate all’aggressività, un dato in crescita passato dai 35 accessi del 2008 ai 53 del 2015. Nell’ultimo anno, i ricoveri per disturbi comportamentali e problematiche psichiatriche di ragazzi tra i 10 e i 14 anni sono stati circa 160/170.

“La fascia di età fino ai 14 anni – spiega Edvige Veneselli, primario di Neuropsichiatria infantile del Gasini – vede emergere problematiche molto gravi e multiple, legate a crisi di aggressività verso gli altri e loro stessi anche con l’autolesionismo. Fattori sociali multipli giocano un ruolo decisivo e il ragazzo ‘esplode’. Il tagliarsi braccia e gambe è un fenomeno nuovo, dilagante e nasconde dietro un grande disagio…

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Il convegno del Gaslini (con i dati citati) affronta un tema già discusso in vari eventi durante il 2017, come è accaduto a maggio durante il congresso nazionale della SIP-Società Italiana di Pediatria

L'AUTOLESIONISMO

Con il termine autolesionismo ci riferisce a ciò che in letteratura viene definito con il termine di autolesività non suicidaria, o non-suicidal self-injury: categoria inserita nel DSMV.

In particolare si fa riferimento a comportamenti o condotte (socialmente non accettate) che implicano l’alterazione deliberata e auto-inflitta della propria superficie corporea, senza alcun intento suicidario (ad esempio tagliarsi, bruciarsi, incidersi, graffiarsi la pelle).

Per interpretare il significato di questi atti citiamo uno dei criteri diagnostici previsti dal DSM-V.

L’individuo si impegna nel comportamento autolesionista con uno o più delle seguenti aspettative:

Per ottenere sollievo da un sentimento o stato cognitivo negativo.

Per risolvere una difficoltà interpersonale.

Per indurre uno stato emotivo positivo.

[American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th edn) (DSM-5). Washington,DC: APA.]

INCIDENZA DELLE CONDOTTE AUTOLESIVE

Ne soffrono soprattutto adolescenti e giovani adulti, con un’incidenza del 15-20% (Ross et al., 2002), mentre tra gli adulti la percentuale si attesta al 6% (Briere & Gil, 1998; Klonsky, 2011). Sia in adolescenza sia in età adulta l’incidenza dell’autolesionismo è più elevata tra la popolazione psichiatrica, in particolare tra i soggetti affetti da disturbi dell’umore e/o disturbi d’ansia e nelle persone caratterizzate da alti livelli di disregolazione emotiva (Klonsky, 2003; Andover et al., 2005).
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/tag/autolesionismo/