2 giugno – Tempo di riflessioni

Oggi pomeriggio mi è capitato di imbattermi nel finale di un programma TV dedicato alla Festa della Repubblica: nessuna esaltazione delle forze armate ma, finalmente, un racconto incisivo che ruotava attorno alla nostra carta costituzionale.

Ho ritrovato con piacere alcune riflessioni ed emozioni del passato, quando – giovane matricola all’università – seguivo il corso di Diritto Pubblico con un professore che ha saputo lasciare il segno. Arrivavo dal liceo scientifico e non avevo mai studiato diritto prima di allora, e la lettura dei singoli articoli apriva la strada per riflessioni e suggestioni forti; di nuovo però ritrovavo quel senso di scoperta sperimentato anni prima di fronte alle prime lezioni di filosofia. La possibilità di pensare al di là del contingente… la possibilità di riflettere sul senso delle cose e sul senso da dare alle cose…

Ma tutto questo mio passato in realtà era già ritornato pochi giorni prima, di fronte ai protagonisti della politica (locale e non) che animavano il dibattito dell’ultima settimana prima delle elezioni amministrative e in vista del prossimo referendum costituzionale.

La mia (ennesima) delusione riguarda il fatto che da più parti la politica sta parlando alla PANCIA degli elettori…. sta dicendo soltanto quello che la gente vuole sentirsi dire…. è raro che cerchi di ragionare, e far ragionare le persone, su qualcosa di nuovo… qualcosa di cui già non si parli nei bar o sulle prime pagine dei giornali… è raro che si possa sentir qualche politico di cui poter dire “mi ha fatto pensare….” oppure “questa è una cosa importante a cui non avevo pensato, da oggi in poi ci penserò…” Ecco, io credo che la politica abbia il compito di far fare passi avanti al modo di pensare/ragionare delle persone, non quello di coltivare gli impulsi e gli automatismi… La PAURA è l’emozione che regola meccanismi automatici di difesa e/o di attacco (a partire dal mondo animale), ed è qualcosa di prezioso nella quotidianità dei singoli, ma le decisioni collettive che riguardano la società come bene comune in termini di lungo periodo hanno bisogno di ragionamenti oggettivi e lungimiranti…. La DEMOCRAZIA presuppone che i cittadini siano esseri pensanti (dato che la loro opinione conta)…. E LA POLITICA DOVREBBE PARLARE ALLA TESTA, non alla pancia.

Ecco, nella trasmissione la voce fuori campo a un certo punto sottolineava come la carta costituzionale italiana, caratterizzata da ampi orizzonti e alti obiettivi, abbia concorso alla crescita economica dei decenni successivi.
Purtroppo la politica oggi non ha lo stesso slancio e spesso sembra giocare al ribasso… fermando lo sguardo solo sui bisogni primari: i primi due gradini della famosa piramide dei bisogni di Maslow.
 Piramidebisogni2
“bisognerà tenersi una pistola in casa perchè il sistema non funziona (la polizia e i tribunali non fanno/non riescono a fare abbastanza)” è qualcosa che ho già sentito dire tante volte nelle chiacchiere a tu per tu in tante occasioni (per strada, davanti alle scuole, fuori da messa….ecc) ma parole del genere non possono uscire dalla bocca dei politici…. posso capire che i singoli cittadini possano voler cercare delle soluzioni veloci pensando ai propri figli… perchè il singolo cittadino non ha direttamente la possibilità di cambiare alcuni sistemi… ma i politici sì! I politici hanno tante leve da manovrare (dall’alto) per cambiare il sistema… non devono limitarsi a usare le stesse leve (e le stesse parole) che usano i singoli (dal basso)…ALTRIMENTI, A COSA SERVONO I POLITICI?
E mi riferisco a tante questioni (non solo alla sicurezza), penso alla scuola, alla cultura, al senso civico, all’idea di diritto (in uno Stato di diritto) penso a tutte quelle cose che riguardano il bene comune, non l’orticello dei singoli. Eppure al proprio orticello ci pensa già ogni proprietario…. chi guarda dall’altro può e deve allargare lo sguardo… non si va avanti, non si va da nessuna parte, con tanti piccoli orticelli autarchici….
La trasmissione in sè non è disponibile in streaming ma qualche materiale è reperibile sul sito di Rai Cultura
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LA NECESSITA' DI SOLUZIONI NUOVE

Una intelligenza convergente, che comporta il cercare la soluzione di un problema a partire da come il problema è stato impostato; invece l’intelligenza importante, quella cha fa andare avanti la storia, è divergente, e consiste nel risolvere il problema cambiando la sua stessa impostazione, capovolgendolo. Come, per esempio, ha fatto Copernico. In informatica devi trovare la soluzione secondo il programma informatico, altre possibilità non sono previste. Un metodo che svilisce l’intelligenza, trasformandola in esecutiva e non sviluppandone la parte creativa.

[Umberto Galimberti, Filosofo]